OGNI GIORNO UNA RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO, A CURA DI P. TONINO
 18 GENNAIO 2026                     II DOMENICA TEMPO ORDINARIO                 ANNO A
1)  Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2)  Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Giovanni: (Gv 1, 29-34): “In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: Nella II Domenica del Tempo Ordinario Giovanni ci presenta l'identità di Gesù: egli è l'Agnello che libera, il Figlio che rivela il Padre, colui che immerge nello Spirito Santo, rinnovando la vita; egli è il Messia che trasforma il mondo dall'interno.
“Io non lo conoscevo”. Io non lo conoscevo, ripete per due volte Giovanni Battista. Credeva di sapere, credeva di credere, credeva di conoscere. Tutta la sua vita si era consumata intorno a quell'attesa, a quella preparazione, a quell'incontro. Tutta la sua credibilità, che attirava folle dalla lontana Gerusalemme, che sapeva tenere testa alle spie inviate dal Sinedrio per metterlo in difficoltà, era fondata su quella coerenza radicale. L'ultimo dei profeti, il più grande, ora è spiazzato. Perché solo i grandi uomini accettano di farsi mettere in discussione anche quando credono di sapere. Eppure ammette, non gli importa di dichiarare un errore o una debolezza. “Io non lo conoscevo”. Così è la nostra vita di ricerca. Così inizia questo tempo donato da Dio. Senza sapere. Anche se già sappiamo. Senza sederci sulle certezze acquisite, sulle cose donate e imparate, senza voler apparire arrivati o sapienti. Dio sa stupirci, se lo lasciamo fare.
 “E io ho visto”. Ho visto, dice Giovanni. Ha visto Gesù venire verso di lui, dopo il Battesimo. Ha visto un Dio che gli si fa incontro, presente, prossimo, vicino. Come abbiamo visto noi, in questi intensi giorni di Natale. Abbiamo visto un Dio che diventa bambino, che ribalta le nostre prospettive, che si rivolge agli sconfitti della storia. Se sappiamo alzare lo sguardo, anche noi vediamo il Signore venirci incontro. È questo il cristianesimo: lo stupore di un Dio che prende l'iniziativa, che annulla le distanze, senza porre condizioni, senza chiedere nulla in contraccambio.
“e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio” Possiamo testimoniare solo se sperimentiamo, non per sentito dire. Possiamo testimoniare solo se ammettiamo di non conoscere e ci poniamo all'ascolto. Giovanni testimonia che ha scoperto in Gesù il Figlio di Dio, l'agnello che toglie il peccato del mondo. Lo Spirito illumina la comprensione di Giovanni e lo rende testimone. Come accompagna noi alla comprensione. Questo Spirito che si posa su Gesù e rimane, dimora senza andarsene, rimane per consolare, per fare compagnia. Gesù è l'agnello. Un agnello mite e senza pretese. E toglie, cancella, elimina il peccato del mondo. Non i peccati, quelli piccoli o grandi che possiamo commettere e che inevitabilmente commettiamo. Ma il peccato. Quella distanza che ci allontanava inesorabilmente da Dio. Non esiste più. - Nulla mi può separare da Dio, neanche il peccato. Sono consapevole di questo?

6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito.
Signore, fa’ che comprendiamo sempre più l’immenso dono del Battesimo con il quale siamo diventati tuoi veri figli e lo facciamo crescere in noi con un cammino spirituale che ci renda adulti nella fede, generosi nell’amore verso i nostri fratelli e credibili testimoni del tuo Vangelo. Amen!

Impegno: Quando a messa, prima della comunione, ripetiamo la frase: "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo", stiamo parlando di quel Gesù che ha deciso di comportarsi da agnello e che c'invita a fare altrettanto, evitando così di continuare a sbranarci e a diffondere malessere, non seguendo più la logica del guadagno, ma la logica del sevizio, come Gesù. Gesù, presentandosi da agnello, ci mostra che è possibile e bello, con il suo aiuto, vivere da persone umane.


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