OGNI GIORNO UNA RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO, A CURA DI P. TONINO
DOMENICA 11 GENNAIO 2026  BATTESIMO DEL SIGNORE  -  ANNO A
1)  Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2)  Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Matteo: (Mt 3, 13-17): “In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: La festa del Battesimo di Gesù segna la fine del periodo natalizio e l'inizio del Tempo Ordinario nell'anno liturgico. Questo evento, che celebra l'inizio della missione pubblica di Cristo, è una sorta di "ponte" tra il Natale e la vita quotidiana della Chiesa, che peraltro ci invita a riflettere sul nostro battesimo e a farne memoria grata. Grazie ad esso siamo diventati figli di Dio, partecipi della sua stessa vita divina, inseriti nella grande famiglia della Chiesa. “Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui”. Nel Vangelo di questa domenica Gesù si presenta al Giordano per farsi battezzare da Giovanni. È una scena sorprendente: il senza peccato chiede un battesimo di conversione. Giovanni lo capisce e si oppone: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te». Ma Gesù risponde con parole decisive: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Gesù non cerca scorciatoie. Non si sottrae alla fatica del cammino umano, non prende le distanze dalla fragilità dell’uomo. Entra nelle acque del Giordano come uno qualunque, solidale con tutti. Questa è la “giustizia” di Dio: un amore che si abbassa, che si fa vicino, che condivide. Quando Gesù esce dall’acqua, il cielo si apre. È un segno potente: da quel momento il cielo non sarà più chiuso sull’umanità. Lo Spirito scende come una colomba e la voce del Padre proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». È importante notarlo: il Padre parla prima che Gesù compia qualsiasi opera. L’amore di Dio viene prima delle azioni, dei successi, dei meriti. Gesù è Figlio perché è amato, non perché “fa bene”. Anche per noi è così: nel battesimo Dio ha pronunciato una parola di amore che nessun fallimento può cancellare. Il Battesimo del Signore ci invita a guardare al nostro battesimo come all’inizio di una relazione viva, non a un rito del passato. In Cristo siamo chiamati a vivere da figli, non da persone che devono meritarsi l’amore di Dio. Lo Spirito ricevuto ci accompagna ogni giorno, rendendoci capaci di fiducia, di servizio, di dono. Questa festa chiude il tempo di Natale ricordandoci una verità fondamentale: Dio non è lontano, ma entra nelle nostre acque torbide per renderle luogo di vita nuova. Mi sento e vivo la mia vita da figlio amato di cui Dio si compiace? Dio è davvero la sorgente delle mie parole, delle mie scelte, dei miei giudizi?
 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore Gesù, sei entrato nelle acque del Giordano per stare vicino a me, così come sono. Padre buono, aiutami a credere alla tua voce che mi chiama figlio amato, anche quando dubito di me stesso. Spirito Santo, apri il mio cuore alla fiducia e rendimi capace di vivere ogni giorno come dono. Amen.

Impegno: Ogni mattina, anche solo per pochi secondi, ripetiamo nel cuore: “Sono figlio/figlia amata di Dio”, e proviamo a vivere la giornata partendo da questa certezza.


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