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1) Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla
comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal
Vangelo di Matteo: (Mt 3, 13-17): “In quel tempo, Gesù dalla Galilea
venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni
però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere
battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare
per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo
lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si
aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come
una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che
diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio
compiacimento».
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: La festa del Battesimo di Gesù segna la fine del periodo
natalizio e l'inizio del Tempo Ordinario nell'anno liturgico. Questo
evento, che celebra l'inizio della missione pubblica di Cristo, è una
sorta di "ponte" tra il Natale e la vita quotidiana della Chiesa, che
peraltro ci invita a riflettere sul nostro battesimo e a farne memoria
grata. Grazie ad esso siamo diventati figli di Dio, partecipi della sua
stessa vita divina, inseriti nella grande famiglia della Chiesa.
“Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare
da lui”. Nel Vangelo di questa domenica Gesù si presenta al Giordano
per farsi battezzare da Giovanni. È una scena sorprendente: il senza
peccato chiede un battesimo di conversione. Giovanni lo capisce e si
oppone: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te». Ma Gesù
risponde con parole decisive: «Lascia fare per ora, perché conviene che
adempiamo ogni giustizia». Gesù non cerca scorciatoie. Non si sottrae
alla fatica del cammino umano, non prende le distanze dalla fragilità
dell’uomo. Entra nelle acque del Giordano come uno qualunque, solidale
con tutti. Questa è la “giustizia” di Dio: un amore che si abbassa, che
si fa vicino, che condivide.
Quando Gesù esce dall’acqua, il cielo si apre. È un segno potente: da
quel momento il cielo non sarà più chiuso sull’umanità. Lo Spirito
scende come una colomba e la voce del Padre proclama: «Questi è il
Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
È importante notarlo: il Padre parla prima che Gesù compia qualsiasi
opera. L’amore di Dio viene prima delle azioni, dei successi, dei
meriti. Gesù è Figlio perché è amato, non perché “fa bene”. Anche per
noi è così: nel battesimo Dio ha pronunciato una parola di amore che
nessun fallimento può cancellare.
Il Battesimo del Signore ci invita a guardare al nostro battesimo come
all’inizio di una relazione viva, non a un rito del passato. In Cristo
siamo chiamati a vivere da figli, non da persone che devono meritarsi
l’amore di Dio. Lo Spirito ricevuto ci accompagna ogni giorno,
rendendoci capaci di fiducia, di servizio, di dono.
Questa festa chiude il tempo di Natale ricordandoci una verità
fondamentale: Dio non è lontano, ma entra nelle nostre acque torbide
per renderle luogo di vita nuova.
Mi sento e vivo la mia vita da figlio amato di cui Dio si compiace? Dio
è davvero la sorgente delle mie parole, delle mie scelte, dei miei
giudizi?
6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, sei entrato nelle acque del Giordano per stare vicino a me, così come sono.
Padre buono, aiutami a credere alla tua voce che mi chiama figlio amato, anche quando dubito di me stesso.
Spirito Santo, apri il mio cuore alla fiducia e rendimi capace di vivere ogni giorno come dono. Amen.
Impegno: Ogni mattina, anche solo per pochi secondi, ripetiamo nel cuore: “Sono figlio/figlia amata di Dio”,
e proviamo a vivere la giornata partendo da questa certezza.
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