OGNI GIORNO UNA RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO, A CURA DI P. TONINO
 04 GENNAIO 2026  SECONDA DOMENICA DOPO NATALE  ANNO A
1)  Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2)  Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Giovanni: (Gv 1, 1-5.9-14): “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.”
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: Il Prologo di Giovanni ci riporta al cuore del mistero del Natale, ma con uno sguardo più profondo e contemplativo. Non troviamo la grotta, i pastori o gli angeli, bensì una parola solenne e vertiginosa: «In principio era il Verbo». Giovanni ci invita a guardare oltre l’evento storico della nascita di Gesù, per scoprire chi è davvero colui che è nato a Betlemme.
Il Verbo è Dio, è presso Dio, ed è la sorgente di ogni vita e di ogni luce. In un mondo spesso avvolto da tenebre, confusione, paura, solitudine, peccato, questa luce continua a brillare e non può essere soffocata. Il Natale, allora, non è solo il ricordo di una nascita passata, ma l’annuncio di una presenza viva che ancora oggi illumina l’esistenza umana.
Il versetto centrale del brano è forse il più sconvolgente: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». Dio non rimane distante, non osserva l’uomo dall’alto, ma entra nella sua fragilità, assume la nostra carne, condivide la nostra storia. Questo significa che nessuna situazione umana è estranea a Dio: il dolore, la fatica, la gioia, la ricerca di senso.
Infine, Giovanni ci ricorda che accogliere Cristo non è automatico: «A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio». Il Natale chiede una risposta personale. Accogliere Gesù significa lasciarsi trasformare, vivere da figli, imparare a guardare la realtà con occhi nuovi, pieni di grazia e di verità.
In questa domenica dopo Natale, il Vangelo ci invita a fermarci, a contemplare e a rinnovare una scelta: permettere alla Luce di abitare davvero la nostra vita.
•    La Parola che si è fatta carne trova davvero spazio nella mia vita quotidiana, oppure resta ai margini delle mie scelte, delle mie relazioni e del mio tempo?
6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, Parola eterna del Padre, tu sei la Luce che illumina ogni uomo e spesso io cammino ancora nelle mie ombre.
Tu ti sei fatto carne, hai scelto la mia fragilità, le mie domande, le mie paure, per abitare davvero la mia vita. Donami occhi capaci di riconoscerti presente nelle pieghe del quotidiano.
Aiutami ad accoglierti, non solo con le parole, ma con scelte concrete di fede, perché credendo in te possa vivere da figlio amato e portare al mondo grazia e verità.
Resta con me, Signore, illumina i miei passi, trasforma il mio cuore e rendi la mia vita un riflesso della tua luce. Amen.

Impegno: Questa settimana cercherò ogni giorno un momento di silenzio, anche breve, per accogliere la Parola di Dio e lasciare che la sua luce illumini una scelta concreta nel mio modo di parlare, di ascoltare o di amare.



VAI AL SITO VATICANNEWS.IT

MESE DI GENNAIO 2026