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| GIOVEDI'
01
OTTOBRE 2026
S. TERESA DI GESU' BAMBINO |
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| Dal Vangelo secondo Luca Lc 10,1-12 In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». |
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| VENERDI' 02
OTTOBRE 2026 |
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| Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18,1-5.10 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli». |
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| SABATO' 03 OTTOBRE 2026 |
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| Dal
Vangelo secondo |
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| DOMENICA 04 OTTOBRE 2026
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| LUNEDI' O5 OTTOBRE 2026 |
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| Dal
Vangelo secondo Luca Lc 14,25-33 In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». |
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| NARTEDI'
06 OTTOBRE 2026 |
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| DAL
VANGELO SECONDO LUCA Lc 15,12-10 In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». |
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| MERCOLEDI' 07 OTTOBRE 2026 |
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| Dal
Vangelo secondo Luca Lc 16,1-8 In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare". L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua". Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d'olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta". Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». |
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| GIOVEDI' 08 OTTOBRE 2026 | |
| Dal
Vangelo secondo |
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| VENERDI' 09 OTTOBRE 2026 |
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| SABATO 10 OTTOBRE | |
| Dal Vangelo secondo |
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| DOMENICA' 11 OTTOBRE 2026
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| Dal Vangelo secondo | |
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| LUNEDI' 12 OTTOBRE 2026 | |
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| MARTEDI 13 OTTOBRE 2026 |
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Dal Vangelo secondo |
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| GIOVEDI' 15 OTTOBRE 2026 |
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| Dal
Vangelo secondo |
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| VENERDI' 16
OTTOBRE 2026
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| LUNEDI' 17 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca - Lc 18,35-43 Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio. |
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| MARTEDI' 18
NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca - Lc 19,1-10 In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». |
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| MERCOLEDI' 19 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca - Lc 19,11-28 In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci". Gli disse: "Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città". Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque". Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città". Venne poi anche un altro e disse: "Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato". Gli rispose: "Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi". Disse poi ai presenti: "Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci". Gli risposero: "Signore, ne ha già dieci!". "Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me"». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. |
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| GIOVEDI' 20 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca Lc 19,41-44 In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». |
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| VENERDI' 21 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Matteo Mt 12,46-50 In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». |
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| SABATO 22 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca Lc 20,27-40 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda. |
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| DOMENICA 23
NOVEMBRE |
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| 1) Invoca lo Spirito
Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola. 2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal Vangelo di Luca: (Lc 23,35-43): “In quel tempo, dopo che ebbero crocifisso Gesù, il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». 3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola 4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore. 5) Rifletti: La lettura del Vangelo della festa di Cristo Re ci invita a fissare lo sguardo sulla Croce. Solo contemplando il Cristo crocifisso possiamo scoprire la novità inattesa e inaudita della sua regalità. Certo: molti sono rimasti delusi, apostoli compresi, ma solo lo scandalo della nudità crocifissa di Gesù svela il vero volto di Dio. Un Re che ha scelto una croce per trono, un Re che dà la vita per tutti e perdona tutti. Un Re che muore solo, abbandonato, nudo e straziato ma che muore con le braccia aperte, un abbraccio lanciato fino ai confini del mondo. «Costui è il re dei Giudei». Noi abbiamo una idea della "regalità" diversa da quella di Cristo. Per Lui regnare vuol dire servire. Chi vuol essere il primo sia l'ultimo... una strana regalità la Sua, consumata per stare con lebbrosi, paralitici, ciechi, zoppi, gli emarginati della società, a far loro ritrovare la dignità umana, a dar loro una fierezza, ad identificarsi con loro. Regalità di Gesù che da "infinito" che era si fece povero fino a morire da malfattore tra due ladri. Con gli ultimi, perché siano trattati come i primi. Pronto a prendere le difese degli orfani, delle vedove, degli stranieri. Cristo è RE dell'universo perché il suo sangue è versato per tutti. Non ha eserciti, non distrugge, ma ricrea, rinnova, restaura, offre il senso vero della vita. «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Un malfattore appeso alla croce gli chiede di non essere dimenticato e lui lo prende con sé. In quel bandito, raggiunge tutti noi, consacrando, in un malfattore, la dignità di ogni persona umana: nella sua decadenza, nel suo limite più basso, l'uomo è sempre amabile per Dio. Non ha meriti da vantare il ladro. Ma Dio non guarda al peccato o al merito, il suo sguardo si posa sulla sofferenza e sul bisogno, come un padre o una madre guardano solo al dolore e alle necessità del figlio. Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. E Gesù non solo si ricorda, fa molto di più: lo porta con sé, se lo carica sulle spalle, come fa il pastore con la pecora perduta, lo riporta a casa: sarai con me! Ricordati di me prega il peccatore, sarai con me risponde l'amore. Le ultime parole di Cristo sulla croce sono tre parole regali, tre editti imperiali: oggi-con me-paradiso. Oggi: adesso, subito; ecco l'amore che ha sempre fretta. Con me: mentre la nostra storia di conflitti si chiude in muri, frontiere e respingimenti, il Regno di Dio germoglia in condivisioni e accoglimenti. Nel paradiso: quel luogo che brucia gli occhi del desiderio. E se il primo che entra in paradiso è quest'uomo dalla vita sbagliata, allora non c'è nulla e nessuno di definitivamente perduto, nessuno è senza speranza. Le braccia del re crocifisso resteranno spalancate per sempre, per tutti quelli che riconoscono Gesù come compagno d'amore e di pena, qualunque sia il loro passato: è questa la Buona Notizia di Gesù Cristo. 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Facciamo nostra questa preghiera chiedendo, alla fine dell’anno liturgico, e in attesa dell’Avvento, perdono per tutti e luce per la nostra vita. Voglio pregarti, Signore, col cuore del ladrone pentito. “Abbi pietà... ricordati di me!”. Lo dico per me e per chi non sa più dirlo, lo chiedo per tutti i derelitti del mondo, per gli sconfitti e per chi, credendo di far bene, ha distrutto la propria e l’altrui dignità. Pietà per tutti, Signore Crocifisso, per chi spera e chi dispera; per chi ama e per chi odia; per chi piange e per chi prega. Pietà per tutti, o Re della Croce, pietà per il mondo del denaro che ti schernisce; per quello del piacere che ti offende; per la giustizia di parte che dimentica l’uomo. Abbiamo tutti bisogno della tua pietà se vogliamo ancora sperare. Mai la tua Chiesa dimentichi che tu sei il Re di tutti i crocifissi del mondo, di ieri, di oggi e di domani; almeno in essa ritrovino la gioia della tua accoglienza che salva e che ha per tutti certezze di vera santità: “Oggi sarai con me, in Paradiso”. Impegno: La regalità di Gesù si manifesta pienamente nel servizio: egli è il Servo per eccellenza. Impariamo da lui mettendoci anche noi a servizio della carità, dell’amore, del perdono, dei nostri fratelli, della chiesa. |
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| LUNEDI' 24 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 21,1-4) In quel tempo, Gesù alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». |
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| MARTEDI'
25 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca
(Lc 21,5-11) In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. |
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| MERCOLEDI'
26 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 21, 12-19) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». |
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| GIOVEDI' 27 NOVEMBRE
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| Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 21,20-28) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». |
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| VENERDI'
28 NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 21,29-33) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». |
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| SABATO 29
NOVEMBRE |
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| Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 21,34-36) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». |
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| DOMENICA
30 NOVEMBRE |
Prima
domenica di Avvento - ANNO A
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| 1) Invoca
lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione
della Parola. 2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal Vangelo di Matteo: (Mt 24, 37-44): “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». 3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola 4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore. 5) Rifletti: Questa domenica ha inizio il Tempo di Avvento, tempo di grazia che la Chiesa ci consegna non solo per prepararci a celebrare il Santo Natale ma anche per ridestare i cuori nell'Attesa dell'ultima venuta del Signore nella gloria. Inizia inoltre un nuovo anno liturgico, l'anno A; questo nuovo inizio è un'ulteriore occasione che Dio ci offre per ripartire e rimetterci in cammino alla sequela di Gesù. L’Avvento è il tempo dell’attesa, ma, per noi oggi, è impensabile aspettare, noi che siamo presi da mille impegni. Le nostre giornate sature di frenesia non danno molto spazio al silenzio e alla preghiera. Dio dovrebbe essere il protagonista dei nostri pensieri, delle nostre parole e soprattutto delle nostre azioni, ma molto spesso viene relegato ad ultimo pensiero della sera. Attendere è tendere verso qualcuno o qualcosa; non significa stare fermi, ma preparare la strada per il nostro Signore. Tendere a Dio vuol dire porsi nella condizione di accoglierlo pienamente, senza riserve e lasciando che Lui ci plasmi, ci modelli. Avvento è pazienza, speranza; è superare la logica del tutto e subito per noi. È contemplare, è stupirsi del fatto che Cristo rinasce ogni volta, è dire grazie per quell’amore gratuito che ci avvolge, illumina e tutto trasforma. Il nostro Avvento non può dunque limitarsi alla preparazione della festa del Natale, ma deve essere lo sforzo di capire che cosa il Signore vuole fare oggi con noi, che cosa ha voluto insegnarci scegliendo di nascere e di vivere in mezzo a noi. La Prima domenica è caratterizzata da un brano evangelico che pone l'accento sulla parusía, la venuta gloriosa del Figlio dell'uomo alla fine dei tempi. Il testo contiene tre esortazioni di fondamentale importanza per la nostra vita: "vegliate", "cercate di capire", "siate pronti". Il Primo invito è “vegliate”. Vigilare, svegliarsi per confidare in Dio e per aggrapparsi a lui. Vigilare non è un rientrare in sé stessi ma un uscire da sé per abbandonarsi a Dio. Si comprende allora come la parola vigilanza non indichi direttamente qualcosa da fare, ma un modo di vivere e di guardare con concentrazione, senza lasciarsi distrarre. C’è un appuntamento, che non possiamo decisamente mancare: è l’appuntamento della nostra vita, da cui dipende tutta l’eternità, la nostra riuscita o il nostro fallimento. Il rischio sta proprio nel lasciare che i giorni scorrano, uno dopo l’altro, come se la nostra esistenza non avesse un senso, una direzione, un traguardo. Ecco perché Gesù ci dona la grazia di un nuovo tempo di Avvento: per destarci da tutto ciò che intorpidisce intelligenza e cuore e ci fa sprofondare nella tiepidezza. Il secondo invito è "cercate di capire". C'è qui un invito alla sapienza del cuore, ad avere un cuore saggio, che non lascia scorrere le cose a caso, che cerca di leggerle in profondità, illuminato dalla parola di Dio e scaldato dalla sua grazia. Il terzo invito è "siate pronti", essere pronti significa trattare ogni momento come se fosse quello decisivo, ciò che conta, infatti, non sono le apparenze, quello che vedono gli uomini, quello che spesso muove la loro ammirazione e il loro plauso. È sotto il suo sguardo, che ci domanda di vivere, pronti a rendere ragione della nostra speranza, prendendo come bussola il Vangelo. Che il Signore ci aiuti a ridestare il cuore e a vivere intensamente questo tempo forte, per essere pronti al suo ritorno, pronti a riconoscerlo e ad accoglierlo nelle sue visite, pronti a celebrare il Natale con animo sereno e rinnovato. - Spesso la liturgia, in questo tempo di Avvento, metterà sulle nostre labbra l’espressione: «Vieni, Signore Gesù». Ma quanto, effettivamente, lo desideriamo? 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore, aiutami a tenere accesa la luce del cuore, per riconoscerti quando vieni nella mia vita, ridesta il mio cuore, perché ardente di fede, speranza e carità possa compiere, oggi e sempre, la tua santa volontà. Impegno: Attorno a noi c'è tanta preparazione commerciale al Natale, tante cose sono all'insegna dei regali, del consumismo, del divertimento. Sia per noi l’Avvento un tempo forte di fede, di preghiera, di amore concreto al prossimo, di impegno nei nostri doveri di famiglia, di lavoro, di rapporto con gli altri. BUON CAMMINO DI AVVENTO |
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