![]() L'ANGOLO DELLA SPIRITUALITA', A CURA DI P. TONINO |
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| 02 AGOSTO 2026
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
ANNO A |
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| 1) Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal Vangelo di Matteo: (Mt 14, 13-21) “In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.” 3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola 4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore. 5) Rifletti: C'è un momento, in questo Vangelo, che sembra piccolo ma dice tutto. Gesù ha appena saputo che hanno ucciso Giovanni Battista, suo cugino. È un dolore grande. E cosa fa? «Si ritirò in un luogo deserto, in disparte». Cerca silenzio. Anche noi facciamo così: quando arriva una brutta notizia, vogliamo stare soli, chiudere la porta, non parlare con nessuno. È normale. Capita a tutti. Ma la gente non lo lascia in pace. Lo cercano, lo seguono a piedi. E Gesù, invece di dire "oggi no, ho bisogno di stare solo", li guarda e «sentì compassione per loro e guarì i loro malati.». Non si chiude nel suo dolore. Il cuore di Dio si lascia sempre toccare dalla nostra fame, dalle nostre ferite e dal nostro bisogno di amore. Quando i discepoli vedono la folla, pensano che la soluzione sia congedarla. Gesù, invece, dice: «Voi stessi date loro da mangiare». È un invito che raggiunge anche noi. Il Signore non ci chiede di fare miracoli con le nostre forze, ma di mettere nelle sue mani quel poco che possediamo. Cinque pani e due pesci sembrano insufficienti. Eppure, nelle mani di Gesù, quel poco diventa abbondanza. Così accade anche nella nostra vita: quando gli consegniamo il nostro tempo, la nostra povertà, il nostro amore, Egli li trasforma in dono per molti. Il miracolo nasce da un cuore che si fida. Gesù alza gli occhi al cielo, benedice, spezza e dona. È un gesto che anticipa l'Eucaristia, il Pane vivo che continua a nutrire la Chiesa. Solo Lui può saziare la fame più profonda del cuore umano, quella di essere amati e di vivere in comunione con Dio. Questa è la parabola vera della nostra vita: non aspettare di avere tanto per cominciare a donare. Cominciamo da quello che abbiamo, anche se ci sembra pochissimo. Mettiamolo nelle mani di Dio. E vedremo che quel poco basterà per noi, e avanzerà anche per qualcun altro. Alla fine avanzano dodici ceste: l'amore di Dio non è mai misurato, ma sovrabbondante. Chi si affida a Lui scopre che la sua grazia è sempre più grande delle proprie povertà. 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore Gesù, anch'io porto a Te i miei cinque pani e i miei due pesci: il poco che sono, le mie fragilità, i miei desideri e il mio amore. Non permettere che li trattenga per paura. Insegnami a consegnarti tutto, perché nelle Tue mani ogni piccolezza diventi benedizione. Nutri il mio cuore con la Tua Presenza e rendimi pane spezzato per i fratelli. Amen! Impegno: Ogni giorno offrirò al Signore una piccola cosa concreta – un gesto di carità, un sacrificio, un tempo di preghiera o un servizio nascosto – affidandogli con fiducia il mio "poco", certo che nelle Sue mani diventerà un bene più grande per me e per gli altri. |
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