L'ANGOLO DELLA SPIRITUALITA', A CURA DI P. TONINO
19 LUGLIO 2026       XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO      ANNO A
1) Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal Vangelo di Matteo: (Mt 13, 24-30): “In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”.
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: Nella XVI domenica del tempo ordinario, Matteo continua a consegnarci il grande discorso in parabole di Gesù. Il Maestro ama parlare di Dio agli uomini con il linguaggio dei campi e della quotidianità. Gesù ci presenta un campo nel quale crescono insieme il buon grano e la zizzania. La zizzania è una graminacea i cui grani sono molto simili al frumento, impossibile da distinguere finché non arriva la mietitura quando la differenza è chiara. Il rischio, poiché le radici s'intrecciano, è di sradicare con la zizzania anche il grano. Il seminatore ha sparso solo buon seme, ma durante la notte il nemico ha seminato la zizzania. I servi vorrebbero eliminarla subito, ma il padrone risponde: «Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura». Questa parabola parla anzitutto del nostro cuore. In esso convivono il desiderio di amare Dio e le nostre fragilità, la generosità e l'egoismo, la fedeltà e le cadute. Vorremmo essere perfetti, ma il Signore ci guarda con infinita pazienza. Egli non si stanca di attendere, perché conosce il bene che può ancora maturare in noi. Il campo è anche il mondo e la Chiesa. Spesso ci scandalizziamo davanti al male e ci chiediamo perché Dio non intervenga subito. Gesù ci ricorda che il tempo presente è il tempo della misericordia. Dio non è indifferente al male, ma offre a ciascuno la possibilità di convertirsi. Il suo giudizio arriverà, ma sarà preceduto dalla sua pazienza e dal suo amore. Anche noi siamo chiamati a non fermarci alla zizzania che vediamo negli altri. Se fissiamo lo sguardo solo sul male, rischiamo di dimenticare il bene che Dio continua a seminare. Davanti a Dio il bene è più importante del male, una spiga di grano conta più di tutta la zizzania del campo. L'amore sa attendere, sperare e coltivare il grano buono con delicatezza. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall'impazienza degli uomini. Il Signore ci invita oggi a fidarci di Lui: anche quando il male sembra prevalere, il buon seme continua a crescere nel silenzio. Alla fine sarà il bene ad avere l'ultima parola. • Quali sono le "zizzanie" che coltiviamo dentro di noi? Riusciamo a dargli un nome? Come far cessare la coltivazione?
6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore Gesù, Tu continui a seminare il buon grano nel mio cuore. Donami la pazienza di accogliere la tua opera senza scoraggiarmi davanti alle mie fragilità e a quelle dei miei fratelli. Liberami dal desiderio di giudicare e insegnami a guardare ogni persona con i tuoi occhi, ricchi di misericordia e di speranza. Fa' maturare in me il buon frutto del tuo amore, perché la mia vita renda gloria a Te. Amen!
Impegno: Ogni volta che sarò tentato di giudicare una persona o di scoraggiarmi per il male che vedo, mi fermerò un momento e pregherò: «Signore, aiutami a vedere e a coltivare il grano buono che Tu hai seminato.»