![]() L'ANGOLO DELLA SPIRITUALITA', A CURA DI P. TONINO |
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| 14 GIUGNO
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
ANNO A |
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| 1) Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal Vangelo di Matteo: (Mt 9, 36-10,8): “In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»” 3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola 4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore. 5) Rifletti: Questa settimana la liturgia ci riconduce al Tempo Ordinario e ci invita a meditare l'inizio del discorso missionario, uno dei cinque grandi discorsi che compongono il Vangelo di Matteo. “Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore”. Commuove l'attenzione materna di Gesù verso le folle che lo seguono. Sono stanche, sfinite e sfiduciate, non hanno una guida. E lui non si ferma a osservare il bisogno da lontano, ma si lascia toccare dalla sofferenza umana. La compassione è il punto di partenza della missione cristiana. Di fronte a questo bisogno, chiama alcuni uomini, dodici, per fare ciò che già lui faceva. La domanda nasce spontanea: che bisogno aveva di chiamare altri? “Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere…”. Gesù si rende conto che non può fare tutto da solo. Dio ha bisogno di noi. È significativo che li mandi con gli stessi gesti che lui compie: guarire, liberare, annunciare il Regno. Il discepolo non porta un messaggio proprio, ma continua l'opera di Cristo nel mondo. “I nomi dei dodici apostoli sono…”. L’elenco degli apostoli è a coppie, come pure saranno inviati a due a due. Un elenco davvero strano, dodici persone così radicalmente diverse. Pescatori abituati alla concretezza e alla rudezza insieme ad intellettuali come Matteo e Giovanni; tradizionalisti come Giacomo insieme a pubblicani, peccatori pubblici, terroristi come Simone del gruppo degli Zeloti, disposti ad uccidere l’invasore romano. C’è l’intero Israele in questo gruppo, l’intera umanità nella sua vivace diversità. Perché ha scelto proprio loro? Perché li ha scelti amando, senza fare calcoli sulla possibile efficacia, gente comune, proprio perché è gente comune, che forma il popolo di Dio che è la Chiesa. La Chiesa, sarà sempre intrisa di santità e peccato perché è umana e porterà sempre con sé la traccia del limite. Eccoli allora i dodici apostoli: dodici come i figli di Giacobbe, come le tribù di Israele. Non avevano nessun motivo per stare insieme se non l’amore verso il maestro. Nella Chiesa non ci siamo scelti, ci ha scelto. Ecco perché, per stare insieme, dobbiamo trovare motivi più profondi. Nelle nostre comunità spesso dimentichiamo che lavoriamo tutti allo stesso compito. Spesso ci concentriamo sul “come” invece non dovremmo mai perdere di vista il “perché”. Che bello vedere che tra gli apostoli c’è chi è diventato Papa, chi ha scritto un vangelo, chi è rimasto nell’ombra ma tutti uniti per annunciare il vero volto di Dio! Questa è la Chiesa. All’uomo che soffre, Gesù invia altri uomini fragili e feriti, trasfigurati dal Suo amore. Questo elenco ci dice anche un’altra cosa: ciascuno è chiamato per nome. Davanti a Lui non siamo massa, siamo unici. Con che metodo? “Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino” cioè camminando. La missione è dinamica, non ammette soste spirituali, non ammette sedentarietà. È da quei dodici improbabili discepoli che è partito il fiume di misericordia che è arrivato fino a noi e da cui abbiamo ricevuto il ritratto del vero volto di Dio. Particolarmente forte è l'ultima frase: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Tutto ciò che siamo e possediamo come credenti è un dono ricevuto da Dio. Per questo non possiamo vivere la fede come un privilegio da custodire gelosamente, ma come un dono da condividere con generosità. • Vivo pienamente, offrendo il meglio di me stesso in ogni situazione? 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore Gesù, donami il tuo sguardo misericordioso sulle persone che incontro ogni giorno. Fa' che sappia ascoltare la tua chiamata e servire con generosità, ricordando che tutto ciò che ho ricevuto viene da te. Rendimi testimone del tuo amore e della tua speranza. Amen. Impegno: Forse oggi con questo Vangelo, Dio ti ci sta chiedendo di diventare le sue braccia e le sue gambe. Ci sta invogliando ad agire, a mettere a frutto i nostri talenti, i doniche Egli stesso ci ha elargito. |
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