L'ANGOLO DELLA SPIRITUALITA', A CURA DI P. TONINO
07 GIUGNO        CORPUS DOMINI      ANNO A
1)  Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.

2)  Leggi attentamente il brano del Vangelo

Dal Vangelo di Giovanni: (Gv 6, 51-58) “In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».”

3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.

5) Rifletti: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». La solennità del Corpo e Sangue di Cristo è il momento in cui contemplare il grande dono fatto a tutti noi da Dio: un pane sempre fresco di cui essere nutriti lungo il cammino, a volte impervio, della vita. Gesù non si limita a offrire un insegnamento o una dottrina: offre se stesso. Il pane che dona non è qualcosa di separato dalla sua persona, ma la sua stessa vita consegnata per l'umanità. Le parole di Gesù risultano scandalose per i suoi ascoltatori. Parlare di mangiare la sua carne e bere il suo sangue sembra incomprensibile. Eppure Gesù non attenua il linguaggio; anzi, insiste. Vuole far comprendere che il rapporto con lui non può essere solo esteriore o intellettuale: deve diventare comunione profonda.
L'Eucaristia è il segno concreto di questa comunione. Chi si nutre del Corpo e del Sangue di Cristo accoglie in sé la vita stessa di Dio. Non si tratta di un semplice rito, ma di un incontro che trasforma l'esistenza. Gesù dice infatti: «Chi mangia me vivrà per me». Il credente è chiamato a lasciarsi plasmare da Cristo fino ad assumere i suoi sentimenti, il suo amore e il suo stile di vita.
La festa del Corpus Domini ci ricorda anche una dimensione comunitaria. Lo stesso pane spezzato fa di molti un solo corpo. L'Eucaristia non unisce soltanto a Cristo, ma crea fraternità tra i credenti, spingendoli a vivere la carità verso i più poveri e i più fragili.
“Questo è il pane disceso dal cielo”. Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l’Eucaristia. La contemplazione prolunga la comunione e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e di fare esperienza della sua presenza. Quando lo contempliamo presente nel Santissimo Sacramento, Cristo si avvicina a noi e diventa intimo con noi, ci rende partecipi della sua vita divina. Rimanendo in silenzio dinanzi al Santissimo Sacramento, è Cristo, totalmente e realmente presente, che noi scopriamo, che noi adoriamo e con il quale stiamo in rapporto. Non è attraverso i sensi che lo percepiamo e gli siamo vicini ma è la fede e l’amore che ci portano a riconoscere il Signore.
•    Mi accosto all'Eucaristia come a un'abitudine o come a un incontro vivo con Cristo?
•    In che modo la comunione ricevuta si traduce nella mia vita quotidiana, nelle relazioni e nelle scelte concrete?

6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, pane della vita, l’Eucaristia è per noi dono della tua presenza, grazie al quale possiamo nutrire la nostra vita e vivere sempre alla tua presenza. Con l’Eucaristia ci hai donato la possibilità di essere sostenuti dal tuo amore, di diventare, passo dopo passo, capaci di comunione, condivisione, unità. Tu che sei il pane vivo nutrici del tuo grande amore. Amen!

Impegno: Nel Corpus Domini la Chiesa celebra il dono più grande: Cristo che rimane presente in mezzo a noi come Pane di vita. Nutrendoci di Lui, riceviamo la forza per camminare nella fede, crescere nell'amore e testimoniare il Vangelo