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1)
Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla
comprensione della Parola.
2)
Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Matteo: (Mt 17,
1-9): “In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo
fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato
davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti
divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia,
che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù:
«Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne,
una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando,
quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce
dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho
posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli
caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù
si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli
occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal
monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione,
prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».”
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: Il Monte
Tabor è poco più di una collina armoniosa, appena seicento metri che si
alzano dolcemente sulla pianura. Eppure, nella Scrittura, il monte non
è mai soltanto una questione di altitudine: è il luogo dove il cielo
sfiora la terra, dove Dio si lascia intuire. Non è geografia: è
teologia. Non è una cartina, è una chiamata. Il monte è il simbolo di
uno spostamento interiore. Si sale per vedere diversamente. Si sale
lasciando a valle il rumore, le abitudini, le immagini abituali di Dio.
“e li condusse in disparte, su un alto monte”. Gesù conduce anche noi
in disparte in questa Quaresima. Lo fa per permetterci di tornare in
noi stessi, per riafferrare l'essenziale, per riaffermare che siamo
viandanti, per lasciare che la nostra anima ci raggiunga, per non
essere travolti dalle cose che facciamo e che, troppo spesso, ci
definiscono e ci divorano. Abbiamo bisogno di deserto, ma di un deserto
luminoso in cui poter vedere Dio. Salgono su un alto monte, e lì,
annota Matteo, Gesù viene trasfigurato. Svela la sua profonda natura,
la sua vera identità. È lo sguardo dei discepoli che cambia perché la
bellezza, come l'innamoramento, come la fede, sta nel nostro modo di
vedere. La trasfigurazione non è un effetto speciale; è uno squarcio
sul senso profondo della sua identità. È un invito a cambiare sguardo.
Possiamo stare con Gesù tutta la vita, frequentarlo, credere e
seguirlo. Ma fino a quando il nostro sguardo interiore non si arrende
alla sua bellezza, non ne saremo mai definitivamente segnati. «Questi è
il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento.
Ascoltatelo». Non basta vedere. Occorre ascoltare. Ascoltare significa
obbedire nel senso più profondo, tendere l'orecchio con tutto sé
stessi. Non è moralismo; è relazione. È spostare il baricentro della
vita da noi a Lui.
Ci sono tutte le nostre tentazioni, le nostre fughe, nell’illusione che
le altre voci ci diano più gioia, nel pensare che seguire la mentalità
mondana sia più facile, più bello. La voce del Padre dice: Ascoltatelo!
L'esperienza della gloria di Dio sul Tabor, lo stare alla presenza di
Dio, ascoltare la sua Parola, ci mette nel cuore la forza per
affrontare le avversità della vita, anche le sofferenze più grandi come
la morte.
La trasfigurazione ci insegna a custodire la luce quando scende il
buio. A ricordare la bellezza nei giorni della prova. Non siamo
chiamati a cercare visioni straordinarie, ma a lasciarci guidare da
Lui. Anche Maria, nel Vangelo di Giovanni, pronuncia parole semplici e
definitive: "Fate quello che vi dirà". È tutto lì.
Forse abbiamo bisogno di fermarci, di spegnere il rumore, di ascoltare
davvero. Di scegliere cosa conta. Ripartire dalla bellezza, dalla
bellezza di Dio. Chiediamoci: È bello per noi stare con il Signore? Nei
momenti di preghiera, nella Messa, nelle liturgie, nel silenzio della
nostra camera? Ho desiderio di imparare a pregare per entrare in
comunione con Lui?
6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo
Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, aiutami a vivere la Quaresima come tempo di revisione
della mia vita, correzione del male, fissando gli occhi solo su di Te.
Rendimi capace di percepire la Tua Presenza reale nella mia vita, di
aprire il cuore alla Tua voce e ascoltare la Tua Parola, l'unica che
salva. Donami la fiducia del discepolo che nell’ora della prova, nella
notte, ricorda il tuo volto luminoso. Amen."
Impegno: Viviamo questa settimana orientati alla bellezza e al bene, al
vero e al santo. Impariamo ad ascoltare Dio che ci chiama attraverso le
cose. Una sola settimana in cui fare del Tabor la nostra condizione di
vita. Buon cammino
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