08 FEBBRAIO 2026     V DOMENICA TEMPO ORDINARIO ANNO A
L'ANGOLO DELLA SPIRITUALITA', A CURA DI P. TONINO
1) Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Matteo: (Mt 5, 13-16): “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».”.

3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.

5) Rifletti: Nel cuore del discorso della montagna, subito dopo le Beatitudini, Gesù dice ai suoi discepoli qualcosa di fortissimo: non “dovreste essere”, ma “siete” sale e luce. Non è un obiettivo da raggiungere, è un’identità ricevuta. Chi ascolta il Vangelo e lo prende sul serio diventa già segno per gli altri.
“Voi siete il sale della terra, Voi siete la luce del mondo”. Il sale non serve a se stesso: se resta nel sacchetto non serve a nulla. Deve sciogliersi, quasi scomparire, per dare sapore. Così è la vita del cristiano: non è chiamato a mettersi in mostra, ma a dare gusto alla vita degli altri, a preservare ciò che è buono, a contrastare ciò che corrompe. Quando la fede perde il sapore, quando diventa abitudine, paura, chiusura, non riesce più a incidere nella realtà.
La luce, invece, non parla: illumina. Non fa rumore, ma permette di vedere. Gesù non chiede parole perfette o gesti straordinari, ma una vita che risplenda nelle scelte quotidiane. Una luce non si accende per essere nascosta: la fede non è qualcosa di privato, ma una presenza discreta e visibile nel mondo.
E il centro di tutto non è il credente, ma Dio: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.  Ci sono quindi tre segreti per essere sale e luce. Primo segreto: non attribuire nulla a noi stessi, non contare sulle nostre qualità, sulle nostre capacità, sulle nostre forze. Secondo segreto: abbandonarci, affidarci in tutto, senza riserve, senza paure, al Signore, accettando di ricevere tutto da lui, e questo non una volta per tutte, ma costantemente. Terzo segreto: su questa base, serenamente, coraggiosamente spenderci, donarci, sapendoci guidati, portati dallo Spirito del Risorto. II vero sale conferisce sapore perché ciò è nella sua natura e non può fare altrimenti. Allo stesso modo la luce non illumina perché lo vuole, ma perché non può fare altrimenti. Sale e luce sono presi come esempio da Gesù, perché hanno una spontaneità, una libertà, una forza che viene dalla loro natura. Allo stesso modo il cristiano è colui che mettendo le radici in Cristo, vivendo unito a lui, non può non irradiarne la luce, non può non portarne ovunque il sapore.
- In un clima generale di superficialità, in ambienti di vita capaci spesso di calpestare piccoli semi o di spegnere piccoli stoppini, come e fino a che punto posso essere sale che dà sapore e luce che risplende?

6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, tu ci chiedi di essere come il sale, che accetta di disperdersi, di sciogliersi, di scomparire, pur di dare gusto alla vita dei nostri compagni di viaggio. Tu ci chiedi di essere luce, una luce mite, una luce di misericordia, che non colpisce e non umilia, non ferisce e non abbaglia. Luce vera del mondo, risplendi in noi, donaci il tuo Santo Spirito e indicaci la strada che conduce a te. Amen!

Impegno: La fede non è da custodire gelosamente, ma da condividere. Essere cristiani significa incidere nel mondo, non fuggirlo. Anche piccoli gesti di bene possono diventare luce.



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